Sara è una donna di 55 anni, simpatica, elegante e con una sua professione avviata e soddisfacente.

Nella sua vita ha avuto tante gioie ma è incappata anche in diverse situazioni dolorose che a volte l’hanno spinta verso strade obbligate.

Ti è mai capitato? Immagino di si.

Sara non si è mai data per vinta.

La definirei una combattente.

Perché te ne parlo?

Perché Sara il mese scorso è venuta nel mio studio.

È arrivata un pò scettica e perplessa dicendomi chiaramente:

“Guarda, mi ha consigliato di venire qui una mia cara amica che si sta trovando molto bene. Mi sono detta proviamoci”.

Durante il trattamento le faccio qualche domanda.

Lei mi racconta un pò le sue disavventure che l’hanno portata ad avere prima dei semplici dolori sparsi e poi dei dolori sempre più importanti alle braccia.

Al di là di questo problema per lei debilitante io continuo con il trattamento e le parlo di ciò che mi comunicano i suoi piedi.

Lei mi lascia parlare e sorride.

Continua a guardarmi ed a sorridere.

Capivo che mi stava studiando ma io continuavo per la mia strada.

A dirti la verità il trattamento non è stato troppo rilassante per lei.

C’erano tanti punti molto dolenti.

Del resto Sara è una donna tutta d’un pezzo come si suol dire.

Tende a sbrigarsi le sue cose da sola, non chiede mai aiuto ma si fa sempre in quattro per tutti.

Non c’è poi da stupirsi se dopo un pò che fai la wonder woman il tuo corpo ti chiede aiuto.

Tutti quei dolori, più o meno acuti, erano infatti il modo in cui il corpo di Sara le stava gridando “Ora basta!”.

Si hai capito bene.

Il tuo corpo quando tiri troppo la corda ti dà dei segnali. Devi solo imparare a coglierli.

Tornando a Sara.

Si riveste, si siede davanti a me e mi dice: “Sono incredibili le cose che mi hai detto”.

Si vedeva che era colpita ma non l’avevo ancora convinta.

Era ancora sul chi va là.

Con un pò di titubanza mi dice: “Dai proviamo a prendere un altro appuntamento, vediamo cosa succede”.

Durante la settimana la chiamo per controllare come stava.

Si sentiva meglio ma non mi diceva nient’altro.

Quando poi è tornata in studio mi dice una delle cose più belle che mi siano state dette:

“Durante la settimana sono stata meglio, sia a livello fisico che di testa. Le braccia mi fanno molto meno male. Sono tornata perché ho capito che posso stare meglio!”.

Non so se si sia accorta dell’enorme sorriso che avevo sotto la mascherina, ma ero davvero felicissima!

Ho deciso di raccontarti questa storia perché magari anche tu hai attraversato, o stai attraversando, un periodo in cui ti senti un pò una schifezza, in cui quei dolori non ne vogliono sapere a passare.

Capita a tutti.

Il problema però è quando inizi a pensare che quella situazione di malessere sia la normalità.

Quando pensi di non poterci fare nulla.

Prima di venire da me Sara è stata giustamente da diversi medici ma tutti le dicevano che non aveva niente di che.

Hanno sbagliato?

Ovviamente no!

Sara a livello fisico stava bene, aveva solo dei piccoli problemi alle articolazioni.

Il suo però era più un problema a livello psicosomatico.

Ovviamente non le è bastato un solo trattamento riflessologico per risolvere i suoi problemi.

Ma le è bastato un solo trattamento per capire che poteva uscire da quello stato di malessere.

Le è bastato un trattamento per capire che poteva stare meglio.

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